martedì 5 giugno 2012

IL BUONAPPETITO VIEN STUDIANDO


Al teatro dell’Arancio i dati su adolescenti e obesità
 

Il giorno 1 giugno 2012 gli alunni dell’Alberghiero hanno partecipato al convegno organizzato dall’Istituto di Ricerca del presidente Camillo Di Monte

GROTTAMMARE – Rendere appetibili ai più giovani le tematiche della corretta alimentazione. Questo l’obiettivo centrato da Buonappetito, il convegno organizzato dall'Iiris al teatro dell'Arancio di Grottammare alta. La mattinata di oggi, venerdì 1° giugno, si è rivelata così un momento di approfondimento per gli studenti dell'Ipssar "Buscemi" che vi hanno partecipato grazie alla collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, i Comuni di San Benedetto e Grottammare, la Confcommercio di San Benedetto, la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, l’Ufficio Scolastico provinciale, la Picenambiente e del sostegno economico dello sponsor André Media Group, il quale permetterà la pubblicazione e diffusione degli atti del convegno nelle scuole superiori del territorio.
Ai giovani futuri cuochi, nella prima parte della mattinata, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Grottammare Luigi Merli, l'Istituto di ricerca presieduto da Camillo Di Monte ha presentato alcuni dati preoccupanti sul sovrappeso. Uno su tutti, nel 2025 il 43% degli italiani potrebbe essere obeso, in sintesi quattro volte la cifra attuale, dato che nel Belpaese l'aumento dell'obesità infantile, dai 6 ai 9 anni, segna un + 2,5% ogni 5 anni.

«Le Marche - ha spiegato Vera Mascaretti, direttore Iiris - pur collocandosi al di sotto della media nazionale, del 26,2%, conta il 24% di giovanissimi fra i 6 e i 17 anni in sovrappeso e obesi. Inoltre 1/4 del campione in sovrappeso non ha genitori con eccesso di peso. Si esclude quindi il fattore genetico ma si entra piuttosto nella sfera del junk food, ovvero di un modo sbagliato di alimentarsi, fatto di calorie vuote, che non ci nutrono correttamente. Per ridurne l’utilizzo lo Stato aveva pensato di tassare bibite alcoliche e gassate, idea che però al momento è rimasta in sospeso». L' approccio sociologico e psicologico al cibo è stato trattato anche dalla biologa nutrizionista Raffaella Tosi e dagli psicologi Giulia Del Vais, dell'Asur 5 Marche e Aurelio Carassai.
Il discorso si è focalizzato in particolare sull'importanza della dieta Mediterranea, della piramide alimentare e di un ritorno all'utilizzo dei prodotti tipici a chilometro zero.

Il primo cittadino Luigi Merli ha dato l'esempio con il suo modo di fare colazione: pane abbrustolito, pomodoro e un filo d'olio. «Non prendo più il caffè i dolci, ma quella che in campagna veniva chiamata la bistecca agricola. Purtroppo stiamo perdendo la cultura della dieta mediterranea,fatta delle specificità locali, se riusciamo a riportare voi ragazzi verso una cultura del cibo più vicino alle nostre tradizioni ci guadagneremmo in salute ed economia».
E di filiera corta ha parlato anche l’assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli che ha rivolto un invito agli studenti e ad albergatori e ristoratori di proporre nei propri menù sempre più piatti tipici: «Una cucina sana che il nostro territorio sta riscoprendo e che prende per la gola sempre più turisti interessati a quello che mangiano, dalla qualità alla cultura che c’è dietro al piatto. Vedi il brodetto, nato a bordo dei pescherecci dove in mancanza dei fornelli si cuoceva il pesce con l'aceto».
Giorgio Fiori, direttore della Confcommercio ha tracciato invece un quadro del modo di fare spesa oggi nella nostra Provincia: Dal 2007 al 2011 la perdita di potere d’acquisto delle famiglie ha portato a un consumo più razionale, ma c'è stato anche un cambiamento modo di mangiare. Si è puntato sul convenience food, tanti spuntini nervosi con snack ipercalorici.
Lo provano i risultati del progetto "Dimmi come mangi" che la dottoressa Tosi ha realizzato in collaborazione con l’Unicam. Il questionario, somministrato a 361 studenti, dai 14 ai 21 anni che frequentano le scuole superiori di San Benedetto, mostra come la maggior parte consumi quattro pasti al giorno,anziché cinque saltando spesso la prima colazione. Il 48% ha detto di aver mangiato in maniera incontrollata, e il 13% dei ragazzi ha ammesso di essersi procurato del vomito dopo un pasto.
Il 65% campione dice di svolgere attività fisica, ma molti si riferiscono alle due ore di educazione fisica che si fanno settimanalmente a scuola. E il dato forse più preoccupante è che 206 di loro su 361 consumano bevande alcoliche, pari al 57%.
Sull’abuso di alcol da parte degli adolescenti si è soffermata la dottoressa Giulia Del Vais. Il dato chock è che le Marche sono al primo posto per il consumo giornaliero di alcol, mentre l'Italia è al primo posto per il consumo di bevande alcoliche tra 11 e 13 anni e per ricoveri per coma etilico.

Le conclusioni sono state affidate alla dottoressa Simona Flammini dell’Ufficio Scolastico Provinciale:« Il problema dei nativi digitali è che passano 10-11 ore seduti, tra la scuola, pc e tv. Il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione stanno facendo tanti progetti nelle scuole per incentivare il consumo di frutta e verdura a partire dai distributori nelle scuole». La Flammini ha insegnato ai ragazzi la semplice regola dello 0-5-30, un prefisso che vuol dire “Zero sigarette, 5 pasti e 30 minuti di camminata”. Un buon inizio prima di concludere il convegno Buonappetito con un buffet offerto dal bar Monfleurie in piazza Peretti.

E' POSSIBILE LEGGERE L'ARTICOLO A QUESTO LINK: http://www.ilsegnale.it/2012/06/50407/il-buonappetito-vien-studiando-con-liiris/

martedì 15 maggio 2012

Cibi antiossidanti e invecchiamento


L’invecchiamento è un processo fisiologico ed inevitabile per il nostro organismo. Diventano meno funzionali i nostri sistemi biologici: vista, capelli, pelle, funzioni cognitive, ecc… La causa principale è la formazione di specie reattive dell'ossigeno (ROS): i radicali liberi. Questa formazione non puo' essere “bloccata”, ma piuttosto “peggiorata” e amplificata da concause esterne: gli inquinanti ambientali, le radiazioni, l'assunzione di farmaci, lo smog, il fumo di sigaretta, l'abuso di alcool, la sedentarietà.
Fortunatamente pero', siamo dotati di una certa quantità di enzimi (es: superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi, ubichinolo etc.) in grado di “tamponare” la formazione dei radicali liberi e quindi proteggere le nostre strutture biologiche e soprattutto il nostro DNA.
Se utilizziamo dei termini tecnici intendendo come endogeni tutti i processi che avvengono all'interno del corpo ed esogeno tutto ciò' che proviene dall'esterno, possiamo dire di avere a disposizione un'importante mezzo esogeno in grado di entrare in sinergia con i sistemi antiossidanti endogeni amplificando le nostre naturali difese. Mi riferisco agli antiossidanti alimentari.
Gli antiossidanti alimentari sono di origine vegetale ed appartengono a quattro grandi classi:
  1. Vitamina C, o acido ascorbico:
E' una vitamina idrosolubile e neutralizza molti radicali liberi. Promuove la sintesi di nuovo collagene (è dunque un antirughe naturale, utile ai fumatori), aumenta la biodisponibilità del ferro (mai sentito l'utilità del succo di limone da spremere sulla carne come utile fissatore del ferro?), inibisce l’effetto cancerogeno di composti come le nitrosammine.
Presente nei frutti aciduli come kiwi, arance, limoni, ananas, fragole, ciliegie, prezzemolo (che comunque non potremmo consumare in eccessiva quantità), peperoni crudi.... Ma attenzione perchè la vitamina C è particolarmente deperibile oltre che idrosolubile. Per questo bisogna mangiare gli alimenti che la contengono entro breve tempo e crudi, se sbucciati o spezzettati, non lasciarli all’aria (si ossidano) e ricordare che si disperde completamente durante la cottura.
  1. Vitamina E, o tocoferolo:
E' una vitamina liposolubile. Questo la rende un valido antiossidante per le membrane biologiche, proteggendole dalla perossidazione lipidica. E’ un alimento cosmetico per la pelle (mai togliere l'olio extravergine d'oliva che ne è ricco dalla nostra dieta), un antirughe naturale, giova ai fumatori. Integratori naturali di vitamina E sono l’olio di Argan (stabile a temperatura ambiente), o l'olio di germe di grano ( va tenuto in frigo o assunto in perle): se ne puo' consumare un cucchiaino al dì, a crudo, sugli alimenti.
  1. Carotenoidi:
Sono composti liposolubili stabili alla cottura particolarmente presenti in quei vegetali di colore giallo, arancione e rosso come zucca, carote, peperone, pomodoro, albicocca, melone, ecc…. Fanno parte di questa famiglia
  • il beta catotene (precursore della vitamina A spesso assunto sotto forma di integratore per assorbire le radiazioni ultraviolette),
  • il licopene (presente principalmente nel pomodoro crudo, utile antiossidante per la prostata),
  • la luteina ( presente in spinaci, radicchio, cicoria, antiossidante della macula visiva).
  1. Polifenoli:
Sono sostanze liposolubili e stabili al calore. Oltre ad essere considerati degli ottimi antiossidanti, hanno anche proprietà antitumorali e giovano all’apparato circolatorio. Tra questi:
  • QUERCETINA antitumorale e antiaggregante piastrinica (nelle cipolle),
  • RESVERATROLO antiossidante, antiaggregante, antitumorale (vino rosso, buccia dell’uva rossa),
  • CATECHINE antiossidante e antitumorale (nel tè sotto forma di l’epigallocatechna3-gallato),
  • ISOFLAVONI prevengono il cancro al seno e alla prostata(soia e negli oli vegetali), sono fitoestrogeni (ovvero sostanze vegetali che imitano l'azione degli ormoni estrogenici)
  • ANTOCIANi antiossidanti, antitumorali, giovano al microcircolo sanguigno (mirtillo nero, more, frutti di bosco),
  • LIGNANI prevengono il cancro della prostata e hanno azione lassativa (semi di lino), sono fitoestrogeni
Pubblicato su: www.lascuoladiancel.it